Civetta Superbike Enduro: l’anello delle tre valli per chi cerca il single track

Trentasei chilometri, 2.610 metri di salita affidati agli impianti e una sequenza di discese tecniche che attraversa Val di Zoldo, Val Fiorentina e la valle del Civetta. Il Civetta Superbike Enduro è l’itinerario più impegnativo del nostro catalogo: lo raccontiamo per quello che è, dal panorama sulla parete nord del Civetta al wild trail che chiude l’anello.

 
Il cuore dell'enduro: discese tecniche e passaggi su fondo naturale tra i boschi del Civetta.

Ci sono itinerari che si percorrono e itinerari che si guidano. Il Civetta Superbike Enduro appartiene alla seconda categoria. È un anello che collega tre valli – Val di Zoldo, Val Fiorentina e la Valle Agordina ai piedi del Civetta – sfruttando gli impianti di risalita per guadagnare quota e restituendo quel dislivello sotto forma di single track, sterrati e discese tecniche.

Trattandosi di un anello, si può iniziare da qualsiasi impianto: Alleghe, Val di Zoldo o Val Fiorentina. Qui lo descriviamo in senso antiorario partendo da Pecol, in Val di Zoldo, perché è il punto da cui la sequenza di salite assistite e discese su sentiero risulta più lineare da seguire.

Perché scegliere questo tour

Questo non è un giro panoramico da affrontare con calma. È un itinerario pensato per chi pratica l’enduro e l’all-mountain, ama il fondo naturale e cerca tratti di guida tecnica con un panorama all’altezza dell’impegno. La quota la regalano gli impianti; la discesa la guidi tu, e qui sta il senso del percorso.

Diciamolo subito, perché conta: la difficoltà è classificata S3 – “difficile”, circa il 40% del tracciato è sentiero e l’anello si chiude con un wild trail tecnico e impegnativo. Non è un itinerario per principianti, non si “addomestica” con l’e-bike e non è un giro da famiglia. Se hai una buona tecnica su single track e fondo naturale e sei allenato per una giornata lunga in sella, qui trovi pane per i tuoi denti.

L’esperienza, tappa per tappa

Dalla cima della Delle Coste lo sguardo corre sul Pelmo e sul Civetta: la quota la regalano gli impianti.

Da Pecol al Col dei Baldi

Si parte caricando la prima salita sulla seggiovia Delle Coste. In cima lo sguardo corre già su due protagonisti delle Dolomiti, il Pelmo e il Civetta. Si prosegue sulla strada sterrata 564 verso Col dei Baldi, poi seguendo le indicazioni 561 fino a Malga Vescovà; un tratto di asfalto porta verso Malga Fontanafreda, da dove il sentiero 561 lascia il posto alla prima vera discesa tra boschi e prati fino a Pescul.

Pescul, il Fertazza e la parete delle pareti

Da Pescul si torna a salire con due seggiovie, nell’area del Fertazza e della Val Fiorentina. È qui che il percorso regala uno dei suoi momenti più forti: la vista sulla parete nord del Civetta, quella che gli alpinisti chiamano la “parete delle pareti”. Dal Rifugio Belvedere bastano pochi minuti a piedi per raggiungere la croce di Cima dei Viai, a 2.100 metri, affacciata sul lago di Alleghe.

Il Cervo del Fertazza e la discesa del 566

Poco oltre si incontra il “Cervo del Fertazza”, una scultura ricavata dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018: un segno che racconta tanto del territorio quanto del bosco che lo circonda. Da qui parte la discesa sul sentiero 566, lungo il versante del Monte Fertazza, tra conifere e tratti panoramici con il Civetta, il Pelmo e la valle di Alleghe a fare da sfondo, fino a Caprile.

Il lago di Alleghe: il percorso lo raggiunge lungo la ciclabile del Cordevole, prima di risalire con la cabinovia.

Caprile, il Cordevole, Alleghe e la cabinovia

A Caprile si imbocca la ciclabile del Cordevole, un tratto più disteso che accompagna fino ad Alleghe e al suo lago. Da Alleghe si risale con la cabinovia verso i Piani di Pezzè e poi al Col dei Baldi, recuperando quota senza pedalare.

Il lago di Coldai, nel gruppo del Civetta: il wild trail finale parte poco oltre la teleferica del rifugio omonimo.

Il wild trail di chiusura

Dal Col dei Baldi si scende sulla strada 564 fino a Malga Pioda. Superata la teleferica che serve il Rifugio Coldai inizia il wild trail: una discesa tecnica e impegnativa, il tratto più esigente dell’intero anello, che riporta a Pecol e chiude il giro. È il momento in cui tutto quello che hai dato in tecnica e concentrazione si concentra in pochi chilometri.

Scheda tecnica

Tipologia:Anello “delle tre valli”, senso antiorario, con uso degli impianti di risalita
Partenza descritta:Pecol (Val di Zoldo); avviabile anche da Alleghe o Selva di Cadore (Val Fiorentina)
Distanza:36,2 km
Durata indicativa:8:05 h
Salita: 2.610 mDiscesa: 2.611 m
Quota massima: 2.091 mQuota minima: 967 m
Difficoltà:S3 – difficile
Fondo:circa 40% single track (sentiero), ~18% sterrato, quote di asfalto e ciclabile
Impianti utilizzati:seggiovia Delle Coste, le due seggiovie di Pescul (Fertazza/Val Fiorentina), cabinovia Alleghe-Piani di Pezzè-Col dei Baldi
Ricarica e-bike:Chalet Col dei Baldi, Ristoro Belvedere
Mezzo:MTB o e-MTB efficiente e in buone condizioni

 

A chi è consigliato

A biker esperti e allenati, con solida tecnica di guida su single track e fondo naturale, abituati a discese ripide e tecniche e a una giornata lunga in sella. Non è un itinerario adatto a principianti, a chi cerca un giro tranquillo o alle famiglie: la classificazione S3, i 2.610 metri di dislivello, le otto ore stimate e il wild trail finale richiedono preparazione fisica e una guida sicura. L’e-MTB aiuta sulla gestione dell’energia, ma non riduce la difficoltà tecnica delle discese: la tecnica resta indispensabile.

Note pratiche

Impianti e aperture estate 2026. Il percorso si appoggia alla seggiovia Delle Coste, alle due seggiovie di Pescul (area Fertazza/Val Fiorentina) e alla cabinovia Alleghe-Piani di Pezzè-Col dei Baldi. Per l’estate 2026 la cabinovia Alleghe-Col dei Baldi è in funzione dal 13 giugno, mentre la seggiovia Delle Coste e gli impianti della Val Fiorentina/Fertazza aprono dal 27 giugno. Orari e calendario possono variare: verifica sempre le aperture aggiornate sul portale prima di partire.

Ricarica e-bike. Per chi affronta l’anello in e-MTB, lungo il percorso sono disponibili punti di ricarica al Chalet Col dei Baldi e alla Baita Ru, utili per gestire l’autonomia su un itinerario lungo e impegnativo. Lungo il tracciato si incontrano inoltre rifugi dove sostare.

Sicurezza, meteo e fondo

Questo itinerario va affrontato con rispetto. Il casco è obbligatorio e su un tracciato di questo livello sono fortemente consigliate le protezioni (almeno guanti e ginocchiere). Valuta con onestà le tue capacità e le condizioni del fondo: il sentiero può presentare ghiaia, pietre, radici e tratti esposti, e nelle discese ripide e tecniche – in particolare il wild trail finale – la prudenza non è un optional.

Vestiti a strati e porta una giacca antivento e antipioggia: in quota il meteo cambia in fretta. Metti in conto acqua a sufficienza, snack e un kit di riparazione, e parti con una bici – muscolare o elettrica – efficiente e controllata. Presta attenzione anche a eventuali mezzi agricoli sulle strade di servizio. Se le condizioni del meteo o del fondo non sono buone, l’itinerario può e deve essere accorciato, modificato o rinviato: scendere in sicurezza viene prima di chiudere l’anello.

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8 Hours
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